6 ottobre 2018

Rotting Christ - Sleep of the Angels (Grecia, Sleaszy Rider Records)


Nuova ristampa ad opera della greca Sleaszy Rider Records per i Rotting Christ, leggendaria band ellenica seminale per la nascita del Black Metal in Europa. Ad essere sotto esame è "Sleep of the Angels", album uscito nel 1999 per Century Media, uno dei dischi del "periodo medio" della band dei fratelli Tolis. E non uno dei migliori.

Dopo l'uscita dei due capolavori datati 1993 e 1994, "The Mighty Contract" e "Non Serviam", sono seguiti quelli che, a mio parere sia ovvio, sono i due capitoli meno riusciti nella discografia dei Rotting Christ, ossia "Triarchy of the Lost Lovers" (1996) e "A Dead Poem" (1997). "Sleep of the Angels" è, dunque, il quinto album dei nostri; un disco dove Sakis e soci cercano di fondere i due generi da loro intrapresi nei primi quattro album ed il risultato è un ibrido Gothic/Black che presenta luci ed ombre, con buoni momenti sì, ma anche con passaggi che, ad un orecchio più "purista" possono risultare ampiamente stonati. Di buono c'è, ed è sempre un parere personale, che dopo la parentesi prettamente Gothic Metal, in "Sleep of the Angels" si cominci a sentire quel nuovo cambio che li riporterà sulla strada dell'Extreme Metal. Ma la musica, si sa, è qualcosa che risente fortemente dei pareri soggettivi. Ci sarà pure chi avrà adorato o adorerà quest'album, personalmente appartengo all'altra campana, cioè: un album che non mi fa impazzire e che, tra i tanti capolavori rilasciati dai Rotting Christ, finisce invece tra gli "ascolti casuali, ma giusto se capita per sbaglio".

Insomma, avrete capito che non sono propriamente un fan del periodo medio dei Rotting Christ, una band che agli esordi e nel suo ultimo e presente corso tende a rilasciare solo e semplicemente dei capolavori. Per cui, acquisto e ascolto dei dischi di questo periodo di mezzo sono consigliati soprattutto (e quasi esclusivamente) ai fan duri e puri della band greca. E che abbiano gusti meno schizzinosi.

Voto: 2,5/5

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